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10月30日

Zoomify

Come ho anticipato nel mio precedente post Maplib e spam c'è un sistema alternativo all'uso di Maplib per visualizzare immagini ad altissima risoluzione sul proprio blog, senza far aspettare tempi geologici di caricamento ai propri visitatori di una immagine gigantesca.
Molti possessori di Photoshop magari ce l'hanno tra le mani senza neppure saperlo oppure senza sapere a cosa serve. Chi invece non possiede Photoshop può in ogni caso avere gratuitamente il programma che serve a questo scopo, impegnandosi però un po' di più.
 
Sto parlando di Zoomify, un plugin che è implementato in Photoshop o che può essere scaricato come programma a sé dal sito del produttore, che in pratica fa la stessa cosa di Maplib o dei sistemi tipo Google Map, mostrando l'immagine in maniera progressiva mano a mano che la si ingrandisce.
In pratica questo programma spezzetta l'immagine in tante piccole parti (senza toccare l'immagine originale si intende) che poi mette in una cartella apposita, crea poi una pagina html per la visualizzazione delle stesse che avverrà infine tramite Flash.
 
Per ottenere tutto ciò in Photoshop è sufficiente caricare l'immagine ad altissima definizione che ci interessa e poi dal menu File scegliere Esporta->Zoomify...
Nella finestra che appare dovremo indicare in quale cartella vogliamo mettere il materiale elaborato. Altri parametri sono facoltativi.
Pochi istanti di elaborazione, poi verrà lanciato il nostro browser con all'interno l'applicativo in Flash che ci mostrerà la nostra immagine mappata.
 
Chi invece opta di utilizzare direttamente il programma scaricato dal sito di Zoomify dovrà fare qualche operazione in più. Il file scaricato è un file compresso che al suo interno contiene il programma di conversione vero e proprio (Zoomifyer EZ), un piccolo tutorial in inglese (Quick Start.htm) il visualizzatore (zoomifyViewer.swf) e un file (template.htm) su cui dovremo mettere le mani.
 
Prima di proseguire è bene sapere che tutto ciò può essere di interesse per chi possiede un proprio spazio web per la pubblicazione di siti; chi invece affida le proprie immagini a provider di hosting probabilmente non potrà sfruttare questa possibilità. E' però vero che molti provider forniscono gratuitamente uno spazio web ai propri iscritti e quindi chiunque può provarci, a patto che il provider non metta banner pubblicitari. Il mio consiglio è di appoggiarsi ad Interfree, come faccio io.
 
Occorre organizzare bene il lavoro in questo caso perché si rischia di fare un po' di caos. Suggerisco di seguire la seguente procedura:
  1. Creiamo una cartella con un nome qualsiasi (diciamo zoom_tramonto)
  2. All'interno della cartella mettiamo una copia della nostra immagine da elaborare, una copia del visualizzatore (zoomifyViewer.swf) e una copia del file template.htm
  3. Lanciamo il convertitore e apriamo la nostra immagine (la copia che è nella cartella). Dopo una breve elaborazione verrà creata una sottocartella all'interno della nostra cartella
  4. Eliminiamo la nostra immagine perché non serve più
  5. Cambiamo il nome del file template.htm e diamogli lo stesso nome della sottocartella creata dal programma. Se la sottocartella si chiama per esempio tramonto, chiameremo il file tramonto.htm
  6. Apriamo il file tramonto.htm col blocco note e modifichiamo il codice: dove c'è scritto zoomifyImagePath=http://www.zoomify.com/content/test/ , al posto di http://www.zoomify.com/content/test/ mettiamo il nome della sottocartella (in questo caso tramonto, così diventerà zoomifyImagePath=tramonto). Fare attenzione che zoomifyImagePath appare due volte e va quindi modificato in entrambe.

Se ora clicchiamo su tramonto.htm vedremo apparire la nostra mappa.

Consiglio di creare una cartella apposita per ogni immagine elaborata; questo tornerà utile al momento della pubblicazione su internet.
 
A questo punto abbiamo tutto pronto per la visualizzazione, manca solo di portare il tutto sul nostro provider. Per fare questo è sufficiente copiare tutta la cartella che abbiamo creato (zoom_tramonto) nello spazio del nostro sito.
Per verificare che tutto funzioni sarà sufficiente digitare l'indirizzo del provider, seguito dal nome della nostra cartella e dal file htm che abbiamo creato noi o che ha creato Photoshop. Nel nostro esempio sarà qualcosa del tipo http://bberti.interfree.it/zoom_tramonto/tramonto.htm (non cliccate qui, non c'è niente).
Se tutto funziona questo è esattamente l'indirizzo che andrà messo nella sandbox del nostro blog per la visualizzazione finale.
 
Il codice HTML che ho utilizzato io nella sandbox per il dipinto che vedete in testa al blog è:
 
<iframe src="http://bberti.interfree.it/fefe/fefe.html" scrolling="no" frameborder="0" style="width:600px;height:430px;border:1px"></iframe>
 
Naturalmente l'indirizzo per il parametro src dovrà essere il vostro e i parametri width (larghezza) e height (altezza) dovranno essere adattati a quelli che avrete scelto al momento della creazione della mappa (generalmente 400px).
 
Buon divertimento.
 
10月21日

Maplib e spam

Al mio rientro all'attività nel blog ho notato subito un particolare che non andava bene: nella sandbox in testa al blog non era più visibile il mio Ritratto di fanciulla Sorpresa.
Al suo posto il classico messaggio di pagina non disponibile. In lacrime
Magari chi nel frattempo era passato di qua avrà attribuito la cosa ad un momentaneo disguido o ai soliti problemi dello Space. In realtà il problema era nel sito di Maplib di cui avevo parlato in un mio vecchio intervento e che io utilizzavo per mostrare il dipinto nei minimi dettagli.
Cos'era successo? Pensieroso
 
Certamente abbiamo tutti l'esperienza di esserci iscriti a siti che poi abbiamo scoperto non essere interessanti come ci saremmo aspettati. Così quelle iscrizioni spesso finiscono dimenticate in qualche remoto file del nostro harddisk, per non essere più riprese in considerazione, e finiscono anche per uscire dai meandri della nostra memoria. Stralunato
Per quanto Maplib sia un sito realmente utile per archiviare le nostre immagini ad altissima risoluzione è capitato che alcuni utenti regolarmente registrati si siano poi dimenticati di averlo fatto. E qui sono cominciati i dolori.
Quando i responsabili del sito hanno inviato le solite e-mail di news agli iscritti, qualcuno, tra gli smemorati, si è risentito per quella che ha interpretato come mail spazzatura o, come si dice in gergo, spam. A denti stretti
E ha segnalato la cosa al provider che forniva lo spazio ai responsabili del sito. Arrabbiato
 
Siccome questo provider considera lo spamming un delitto gravissimo (al pari dei nudi nei blog Live, per intenderci) ha eliminato l'account di Maplib dai propri server senza nessun preavviso (proprio come fa Microsoft coi nostri blog). In lacrime
A nulla è valsa la spiegazione fornita dai responsabili del sito al provider, e cioè che si era di fronte ad un equivoco causato da leggerezza degli utenti, il sito di Maplib era ormai definitivamente out. shhhhh!
I responsabili del sito hanno dovuto così inviare a tutti i propri iscritti una imbarazzatissima e-mail di scuse per la situazione che si era venuta a creare e che comportava con ogni probabilità la perdita di tutti i dati e le immagini archiviate dagli utenti. Imbarazzato
A questa e-mail ne è seguita poi un'altra in cui, vista l'irremovibilità del provider a ripensare la faccenda, si chiedeva agli utenti stessi di cercare di premere direttamente sul provider per affermare l'assoluta correttezza dei gestori nel'uso delle e-mail e per richiedere la riattivazione del sito ed il recupero del materiale archiviato sui server.
La cosa sembra aver funzionato; il provider ha effettivamente riattivato l'account e restituito il materiale archiviato, o almeno gran parte (io non ho perduto niente, per esempio). Party
Naturalmente i responsabili di Maplib hanno comunicato poi agli utenti che avrebbero quanto prima cambiato provider e sottoscritto un contratto più solido. Animoticon
 
A proposito di spamming, è di questi giorni la notizia che è stato individuato il re delle e-mail spazzatura: è un neozelandese, si chiama Lance Atkinson, ha 26 anni ed abitava (prima di scappare per non farsi arrestare) nel nordovest dell'Australia. Questo deficiente, da solo, è il responsabile di un terzo della spazzatura informatica che invade le caselle di posta di tutto il mondo, con una capacità di fuoco di 10 miliardi di e-mail al giorno (oltre 115000 al secondo!). Adesso è braccato dalle polizie di
mezzo mondo che spero riescano a prenderlo quanto prima, se non altro per farci sapere il senso di tutta questa attività... senza senso. Perplesso
 
Tutto è bene quello che finisce bene. Maplib è tornato e il mio consiglio rimane quello di allora: utilizzatelo. Sorriso
 
Tra l'altro il mio utilizzo era limitato alla necessità di mostrare sul blog i miei dipinti, ma, verificando lo stato di recupero dei dati, ho scoperto che il mio dipinto della Ragazza con l'orecchino di perla era nella top-ten del sito, all'ottavo posto, tra le immagini più viste. Eh, beh... son soddisfazioni A bocca aperta.
 
Nell'attesa che si risolvesse questo problema ho comunque dovuto rimediare in altro modo per ripristinare il mio blog: se non si è troppo esigenti si può ottenere un risultato analogo anche fatto in casa, ma ne parlerò la prossima volta.
 
10月9日

La fame, il riso e l'arte

Secondo le Nazioni Unite, approssimativamente 25000 persone muoiono ogni giorno di fame o per motivi legati alla fame, la maggior parte di loro sono bambini.
Sebbene 20 chicchi di riso possano sembrare una piccola quantità, occorre tener presente che mentre tu stai giocando, migliaia di altre persone stanno facendo la stessa cosa. È l'insieme di ognuno di noi che fa la differenza.
Grazie a te, FreeRice ha fornito abbastanza riso per alimentare più di due milione di persone da quando ha cominciato nell'ottobre 2007.

Questa, tradotta più o meno liberamente, è la sostanza del sito Free Rice. Un sito che si occupa di procacciare in maniera intelligente il cibo per i bambini che rischiano la vita per fame, sfruttando internet.

Di primo acchito certamente non salta all'occhio cosa c'entri il gioco con la fame nel mondo e, meno ancora, cosa c'entri l'arte in tutto ciò. Si spiega tutto molto semplicemente: il sito vi fa giocare, e ciò che vincete viene tradotto in chicchi di riso che saranno poi finanziati dagli sponsor e distribuiti a chi ne ha bisogno.
Il gioco consiste nel riconoscere l'autore di dipinti che verranno via via mostrati su dieci livelli di difficoltà. Ogni volta che un autore viene riconosciuto si guadagnano 20 chicchi di riso che verranno depositati in una ciotola virtuale posta a fianco. Se si sbaglia si scende di livello, ma prima o poi quel dipinto ci viene ripresentato dandoci la possibilità di correggerci.
Il gioco inoltre è piuttosto sottile perché dopo un po' non è molto chiaro se ci stiamo impegnando per riconoscere gli autori o per salire di livello o per riempire il più possibile quella benedetta ciotola.

L'intelligenza dell'iniziativa non sta solo qui. In realtà anche noi ci guadagnamo qualcosa (a parte il divertimento nel giocare) ed è un raffinamento della nostra cultura artistica, perché col tempo impareremo a riconoscere meglio lo stile e i temi affrontati dai vari autori.
Sia chiaro che non è un gioco esclusivo per addetti ai lavori; le risposte sbagliate vengono comunicate accompagnandole con quella giusta e così, piano piano, anche chi non sa nulla di pittura alla fine qualcosa impara, avendo per di più passato il tempo in modo utile.

C'è da dire che il sito è interamente in inglese, però non è un ostacolo insormontabile per chi non conosce quella lingua: le immagini (ingrandibili tra l'altro) parlano da sole e i nomi degli autori sono facilmente riconoscibili; Titian è Tiziano, per esempio.

In realtà questa iniziativa non nasce dedicata all'arte (che è solo uno dei soggetti trattati), ma all'apprendimento della lingua inglese, in funzione sempre della distribuzione di riso. Col tempo poi si è arricchita di altri soggetti (tra cui l'arte) che potrete trovare nella voce Subjects. C'è anche un soggetto dedicato all'apprendimento della lingua italiana per chi non la conosce, che però può essere interessante da giocare anche per chi invece l'italiano lo sa (o pensa di saperlo), imparando così indirettamente l'inglese, oltre a riempire, fino all'orlo e oltre, quella ciotola.

Questo è certamente un sito che vale la pena tenere tra i Preferiti e visitare quanto più spesso è possibile. Consideratela una specie di ginnastica da fare un'oretta al giorno: vi rilassa, fa bene al cervello ed aiuta il prossimo.

 

10月3日

Salvate la Marini

 
Sono diversi mesi che manco dalla blogosfera e devo dire che faccio ancora fatica a reinserirmi.Assonnato
 
Ricostruzione del portico del Foro di Suasa In questo momento sono molto preso dalla costruzione di un sito web basato su un parco archeologico da visitare anche virtualmente, con panoramiche (anche tridimensionali, ma servono gli appositi occhialini), ricostruzioni virtuali e, si spera fra poco, anche con controllo diretto di una webcam via internet.
La fatica non è costituita solo dalla implementazione della mole di dati da gestire, ma anche dallo studio dei vari programmi e tools che servono per la fruizione virtuale, per cercare quelli più flessibili e potenti su cui far ricadere le scelte definitive. Insomma un lavoraccio ancora (o per sempre) in fase di costruzione.
Se qualcuno volesse dare un'occhiata, questo è il link: http://www.progettosuasa.it.
Sono graditi commenti, osservazioni, critiche e suggerimenti, preferibilmente all'indirizzo email che si trova sul sito stesso, in fondo alla pagina principale (rispondo sempre io).
 
Copertina del DVD Nei mesi scorsi, a questo impegno si è sommato anche l'annuale impegno nel fare un DVD (riprese, montaggio video, grafica e musica) della manifestazione che ogni maggio viene organizzata dal Centro Sport Terapia Judo Ravenna, dedicata allo sport e ai disabili. Anche questo un lavoretto non da poco conto.
Durante la manifestazione viene sempre presentato anche uno spettacolo nello spettacolo, per il divertimento di tutti i partecipanti. Quest'anno è stata la volta del gruppo di rock acrobatico Cara Baby Rock 'n' Roll di cui si può vedere un estratto su YouTube. Se qualcuno fosse interessato al DVD o alla attività del Judo Ravenna può contattare direttamente i responsabili sul loro sito.
 
Esaurito il momento delle ridicole scuse a giustificazione della mia assenza Imbarazzato, voglio ringraziare quanti hanno perseverato nel venire ogni tanto a dare un'occhiata al mio blog, mantenendo così la circolazione d'aria e riducendo l'inevitabile accumularsi di polvere informatica. In particolare voglio ringraziare Carmen per la sua assiduità e per tutti i tentativi fatti per indurmi in tentazione, con immagini-regalo che, pur non sortendo l'effetto voluto, hanno condizionato qualche sogno ImbarazzatoImbarazzato.
Cercherò, per quanto mi è possibile, di restituire comunque almeno una visita ad ognuno di loro.Lumaca
 
Nel riaffacciarmi al mondo ho scoperto che mi sono perso un sacco di cose. Alcune importanti, altre meno. Alcune serie, altre meno. Alcune che richiedono interventi urgenti e altre meno.
Tra queste ultime, ho visto su Blob (l'emerita trasmissione TV) una immagine di Valeria Marini sdraiata su una spiaggia a mo' di Venere. Non ho tardato a scoprire che la suddetta Marini partecipa ora alla trasmissione (meno emerita) dell'Isola dei famosi.
Ferma restando la mia incapacità cronica di comprendere perché mai la Marini sia famosa, non ho potuto fare a meno di ricordarmi (io, incallito animalista) di essere membro onorario del M.S.B.S. (Movimento per il Soccorso delle Balene Spiaggiate) e voglio quindi approfittare di questo mio rientro nella blogosfera per fare un'opera buona lanciando un sentito e urgente appello agli autori della trasmissione:
Per favore, salvate la Marini. Ributtatela in mare!